100km del Passatore: il Fattore "C(ento)". Il racconto di Francesco Fabbri

31-05-2026 17:59 -

IL FATTORE "C(ento)"
Il fattore C di questo mio resoconto della mia seconda partecipazione alla 100 km del Passatore non è una chiara allusione alla fortuna come intendeva fare Bonolis con il suo popolare game show televisivo italiano in onda su Canale 5 nell'autunno 2006. Quella C vuole indicare sicuramente i Cento (e più, la precisione non può esistere in tali distanze) Chilometri. Ma prima di arrivare a Cento c'è da farne di strada. È stata senza "ombra" di dubbio una edizione più Calda dello scorso anno. L'afa e l'anomolo improvviso Caldo con temperature che a Fiesole si avvicinavano ai 37 gradi hanno messo in difficoltà me e molti altri concorrenti, persino Calcaterra già vincitore di ben 6 edizioni. Molti i ritirati o chi ha deciso di fermarsi già al primo traguardo intermedio di Borgo San Lorenzo. Personalmente, C come Challenge e Compagni Triatleti. Il pensiero lungo gran parte del percorso è tornato ai bellissimi ricordi di quindici giorni prima. A quel motto "Silent as a leopard, strong as a triathete", a ricordarmelo le tante, forse troppe, bici condotte, al fianco di amici runners, da triatleti con borse marchiate Ironman. C come Calzini, in una corsa così lunga è importante curare tutti i dettagli: scarpe, Cambio a Casaglia, calzini... Io ho scelto di indossare un paio un po' più spesso, di spugna, un omaggio da parte di Giusy dal suo pacco premio ricevuto a gennaio al termine della mezza maratona di Montecatini: comodi ed efficaci, sia nelle ore calde del pomeriggio che in quelle più fresche della sera e della notte. Da Borgo San Lorenzo si sale verso la salita con punte di pendenza anche del 16-17% dove è prezioso saper Correre ma anche saper capire quando Camminare. Strada facendo trovo Compagnia e Coraggio di seguire uno che di marcia sembra capirne più di me. Mi accodo e Continuo a guadagnare minuti preziosi rispetto alla scorsa partecipazione. Giunti in Cima al passo della Colla, lo stomaco che in pianura mi aveva dato problemi e Costretto a rallentare sembra essere tornato in equilibrio. È ora di Cambiarsi, il fresco della sera suggerisce di togliere la Canottiera sociale e indossare termica a manica lunga con il sempre duttile smanicato "tattico", scarpe, calzini e pantaloncini restano quelli della partenza. In fronte la torcia per illuminare la strada, dopo un primo ristoro a base di brodo, si raggiunge Casaglia da dove inizia l'impegnativa discesa che porta gli atleti a Marradi. Nel frattempo arrivano sul telefono messaggi di Gerardo che prova ad aggiornarmi sulla sua posizione, ma il telefono è nel mio zaino e non lo guardo. Scoprirò solo qualche ora dopo che a Marradi è stato "tentato" dal ritirarsi (le sue condizioni non erano ottimali) salvo poi constatare che i pulman (da 50 persone) per i ritirati erano sold out e decidere quindi di proseguire verso il traguardo dove arriverà un po' prima di me. Dietro di me ci sono gli altri Componenti della spedizione: Vittorio alla ricerca di una gara con meno inconvenienti rispetto allo scorso anno e Massimo che porta sul petto le medaglie della Tuscany e altre ultramaratona. Entrambi chiuderanno la gara non senza difficoltà, il primo per riaffiorare di dolori alla spalla e alle piante dei piedi, il secondo per problemi di stomaco. C come criticità che questa gara non risparmia a nessuno. Da Marradi a Faenza mancano 35 km ed è qui che si può cercare di migliorare il proprio tempo. Mi ritrovo con un discreto vantaggio sulla mia personale tabella di marcia (impostata per le 14 ore) con riferimento alla prima esperienza. Le forze nelle gambe sono maggiori, mi trovo sempre circondato da altri concorrenti, decido di farmi un bel massaggio alle gambe con arnica e di alternare 2-3km di corsa con altri più lenti e a tratti di camminata. Così facendo arrivo a Brisighella (88.1km) da qui capisco che le 14 ore sono alla mia portata, anzi se accellero esce un bel tempo. E così decido di giocare il tutto per tutto, All-in fino al traguardo! Ci siamo, eccolo il vialone alberato, ecco lo striscione al 99km che indica "ultimo chilometro". Ciao Faenza, sto arrivando e mentre vado a saltare di gioia sotto il traguardo urlo ai molti spettatori ancora presenti un enorme "Grazie". Chiudo fermando il tempo ufficiale in 13h 40min. Il fattore C mi ha portato di nuovo in questa meravigliosa piazza, medaglia al collo, intervista e ritiro delle 3 bottiglie di vino come pacco gara...



"Questa è la triste storia di Stefano Pelloni



In tutta la Romagna chiamato il Passatore



Odiato dai signori, amato dalle folle



Dei cuori femminili incontrastato re



Su Forlimpopoli è scesa la notte



Il cielo è cupo e pieno di pioggia



Tutta la gente già chiusa in teatro



Lungo le mura serpeggia il mistero



C'è l'intervallo, poi s'alza il sipario



Si sente un urlo, si leva il terrore



Fra dieci uomini in mezzo alla scena



Spunta la sagoma del Passatore..."



Tempo di festeggiare ed è ora di pensare a dare appuntamento alla prossima edizione. Il fattore C vediamo l'anno prossimo.

Fonte: Francesco Fabbri