Maratona di Lisbona. Il racconto di Luca Di Mauro, sotto le tre ore!
12-10-2026 17:12 -
Cheira a Lisboa: Un Sub 3 che profuma di Lisbona
Sciogliere il nastro del traguardo a Lisbona guardando il tabellone luminoso che segna un tempo sotto le tre ore è un’emozione indescrivibile. Abbattere il muro dei 180 minuti è un sogno che premia mesi di dedizione, ma la vera sorpresa è arrivata a gara inoltrata: non mi ero pienamente reso conto dell’eccellente stato di forma accumulato durante i duri allenamenti estivi di luglio e agosto avvolti da un caldo anomalo. Senza che me ne accorgessi, stavo volando come l’Aquila che porto sulla canotta. Ma prima facciamo un passo indietro…
Onestamente avevo messo la gara a calendario in modo del tutto casuale, senza sapere che mi fossi registrato ad una maratona internazionale del circuito European Classics. Nei miei progetti c’era solo l’intento di visitare Lisbona ed avevo trovato dei voli ad un ottimo prezzo. Le due cose combaciavano pertanto decisi di regalarmi la possibilità di gareggiare all’interno di un viaggio.
E che viaggio!
Prima di tutto Lisbona ed il suo territorio circostante mi hanno rapito con i suoi colori, la musica, l’ottima gastronomia ed il profumo di mare sempre presente. Inoltre da buon turista ho infranto tutte le regole legate al pre-gara. Un po' perché non riuscivo a fare a meno di visitare ed assaggiare di tutto, un po' perché avevo veramente sofferto fisicamente ma soprattutto mentalmente la preparazione estiva. Quindi avevo bisogno di staccare la spina ed una città famosa per lo slow living mi ha aiutato molto in questo. Anche se l’idea di percorrere 42,195 km ad un ritmo sostenuto rimaneva un chiodo fisso.
Preso da quella atmosfera rilassata sono arrivato al ritiro pettorale con l’intento di farmi un giro al Parque das Nacoes lungo il fiume Tago, che molti anni prima aveva ospitato l’Expo con i suoi padiglioni. La prima sorpresa è stata il concetto sbagliato che mi ero fatto dell’organizzazione portoghese, dove non avevo molte pretese. Ed invece è stata impeccabile, niente file, le informazioni molto chiare, il servizio di trasporto pubblico offerto dall’organizzazione ed un padiglione pieno zeppo di espositori da tutto il mondo. E qui la seconda sorpresa: leggo sul pettorale Wave 1A.
“Che significa? Devo partire dietro gli Elite?”
Da quel momento sapevo che mi era stata data l’opportunità di fare un PB. Dopo 3 giorni di assenza sento crescere l’astinenza da corsa e quella voglia di andare forte. La mattina seguente mi alzo per una shake out run di 5 km ed il vento soffia violentemente. Cerco di immaginare il percorso da Carcavelos a Cascais ed il ritorno verso Lisbona, in quel classico mood dove sai di porti delle domande a cui non puoi rispondere. Un mood che non abbandonerò più fino alla gara, neanche durante la cena in un locale tipico mentre ascolto il Fado. Prima di andare a dormire preparo tutto meticolosamente, dividendo l’occorrente che verrà consegnato al deposito borse e vado a letto con una canzone che avevo ascoltato nel locale e che mi risuona in testa: Cheira a Lisboa (Profuma di Lisbona).
Quel profumo l’ho sentito per tutta la gara, forse veniva dal mare, e quando il peacer Victor Lopez al 30esimo km ha intonato Cheira Bem tutto il gruppo ha risposto: Cheira a Lisboa!