11 Dicembre 2019
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Andrea Maggini: il pisano newyorchese. Tra Brooks, PisaMarathon, Trail Monti Pisani ed aquile dei Pisa Road Runners dopo le 10 volte a NY!

13-11-2014 19:29 - Aquile Affiliate: biografie, annual report, etc
Maggini con la decima medaglia di NY dopo l'arrivo
Dieci volte alla maratona di New York (delle 29 corse dal 2000), una sessantina di eventi organizzati per tutti i gusti (e non solo podistici), più di 300 persone avviate al podismo fino al loro esordio in maratona, ha creato consorzi sportivi (dall´attuale PisaMarathon nel 2004 fino al Criterium Podistico Toscano), progetti aziendali, scuole di avviamento alla corsa, progetti scientifici, seminari sul turismo sportivo e marketing dello sport e tanto altro. Ha creato due gruppi innovativi: La Galla Pisa nel 2000 ed i Pisa Road Runners nel 2012. Un solo flop, ma solo perchè i tempi non erano ancora maturi, dice lui (come la web-tv ´Adrenaline Channel´) ed a volte qualche compagno di viaggio sbagliato...

CHI E´ ANDREA MAGGINI - Questa è la sintesi del poliedrico Andrea Maggini, pisano classe 1964 (come il ponte da Verrazzano, ci tiene a ricordare), due figli (Lisa 17 anni e Luca 13), già responsabile affari esterni delle ricerche del gruppo Menarini Farmaceutici a Firenze (gestione di un budget di 35 milioni di euro), fulminato sulla via di Damasco dalla combinazione grande evento e turismo, ha investito gli ultimi dieci anni della sua vita per produrre qualcosa di importante sul tema ´valorizzazione´ territori ed eventi.

COLLABORAZIONI - Oggi collabora con Brooks Italia (come Responsabile Area Sportiva), Federalberghi Pisa (Responsabile Progetti e Comunicazione) e Confesercenti Nord Toscana. Un mix tra Steve Jobs, quando si tratta di essere creativi e folli (non tirandosi indietro di fronte alle sfide, anche impossibili) e Mister Wolf di Quentin Tarantino, nel risolvere i problemi. Eppure è Ragioniere con 17 esami ad Economia e Commercio (30 e lode a Ragioneria I poi bissato a Ragioneria II) e quindi pure pragmatico e controller della buona gestione ... Una rarità, un mostro o un ossimoro?

NEW YORK DA 10 - Domenica scorsa a New York ha realizzato una nuova impresa: ha ricevuto la decima medaglia dopo aver completato la maratona più famosa al mondo. Delle 29 corse dal 2000 ad oggi. E´ l´unico toscano ad averlo fatto, uno dei pochi in Italia ed in Europa ad aver raggiunto la doppia cifra! Ma andiamo con ordine e parliamo di Pisa Road Runners, Brooks eppoi di New York.

Quale lo scopo dei Pisa Road Runners del quale sei Presidente e co-Fondatore?
"In primis è quello di far divertire tutti, rinnovando il movimento, con nuove adrenaliniche esperienze nonché con continue sfide che poi si traducano nello sposare una filosofia di vita nuova, portando in giro i simboli della città con materiali al top di livello. A noi interessano le persone normali e non i fenomeni o chi cerca di risolvere problemi personali da portare in questo ambiente. Cerchiamo, invece, di farglieli dimenticare o, meglio, superare ed offrire loro un nuovo stile di vita. Che poi fare sport con continuità rappresenti pure il miglior farmaco oggi in circolazione, questo è risaputo, finalmente, anche dai medici generici, per cui siamo qui a disposizione con le nostre esperienze, il nostro staff tecnico-scientifico ed il nostro entusiasmo. Oggi con 110 iscritti ed oltre 90 partecipanti alla scuola running, siamo capaci di far muovere circa 200 persone che è un risultato strepitoso in così poco tempo".
 
Pisa Road Runners...l´evento più bello organizzato e quello che vorresti organizzare?
"Abbiamo solo (!) due anni di vita ed abbiamo già vissuto esperienze importantissime come i titoli femminili regionali Fidal (a Pisa in mezzamaratona) e Uisp (a Carrara sulla corsa su strada 10k). Siamo stra-soddisfatti del recente corso della Scuola running a tre livelli (per prinicipanti, occasionali ed abituali) che in un mese ha avviato 94 nuovi podisti, gratuitamente, a conoscere il nostro mondo, sia con un approccio teorico che nella pratica riuscendo pure a portare persone refrattarie all´attività motoria a correre oltre un´ora dopo 4-6 settimane di lavori. Stiamo ormai finalizzando le ultime operazioni per organizzare la prima edizione del "Trail dei Monti Pisani" (15 marzo 2015 a Calci) sulle distanze di 44 e 26 km (per 3.000 metri di dislivello) toccando ben 12 punti storici dei nostri monti. Con il supporto del Comune di Calci e del CAI di Pisa, Sergio Costanzo, Francesco Bellinvia e Simone Ferrisi stanno dando l´anima su questo progetto. Personalmente sogno di organizzare un evento multidisciplinare dato che ormai ho organizzato di tutto".
 
Brooks Running...spiegaci il tuo ruolo e come si è evoluto nel tempo?
"Faccio parte della splendida famiglia Brooks dal 2007 quando Marco e Mapi Rocca mi coinvolsero, oltre che su problematiche di crescita aziendale, sull´organizzazione del primo Brooks Motor Duathlon al kartodromo di Cecina (LI). Un´esperienza sufficientemente folle che fece capire che potevamo fare molte cose insieme e da allora ricopro il ruolo di responsabile dell´Area Sportiva afferente all´Area Marketing italiana dell´azienda di Seattle (USA) che chiude il suo centesimo anno di vita. Nel tempo parte delle mie mansioni sono stata sviluppate da nuovi bravi, e giovani, collaboratori che possono dare ulteriore sostanza quali-quantitativa alle aree legate alla comunicazione, social, media consentendomi una più attenta ´customer satisfaction´ verso i nostri concessionari".
 
Brooks Running...ricollegandoti al tuo ruolo...quali idee hai in testa?
"Le mie idee vengono vagliate dalla dirigenza e spesso tiriamo fuori autentici prodotti o servizi utili allo scopo aziendale o per il concessionario. La parte creativa del sottoscritto si confronta spesso con quella di Marco e vi assicuro che a volte escono fuori dei prodotti finali originali (dal duathlon kart+corsa, alle campagne di arruolamento neofiti fino ai primi format dei nostri Meeting con i dealers oltre ad altre che ovviamente non possono essere svelate perchè restano segreti aziendali). Posso solo dire che sul tavolo di Marco ci sono tre progetti che riguardano sia eventi innovativi che modalità per non disperdere l´enorme impegno dell´azienda verso coloro che si affacciano al running attraverso eventi nazionali sostenuti dal brand Brooks".

Con quali calzature hai corso a New York?
"Con quelle che mi hanno salvato i tendini d´Achille nel 2007: le Brooks Dyad. Sono scarpe adatte a persone pesanti come me, che usano plantari e non hanno esigenze di immediata reattività. Per quella specificità, quando perdo peso e sto bene, passo alle Defyance mentre uso le Cascadia nei fuoristrada quando ho bisogno di più grip. Ultimamente testo anche le nuove Transcend che mi sembrano corrispondenti al principio ´guida´ di questo originale modello".

PisaMarathon...cosa c´era nel 2003...che c´è ancora adesso?
"Di quella PisaMarathon c´è veramente poco o nulla, per fortuna. Rimane Vincenzo De Rosa (il vecchio presidente dell´associazione, oggi Vice del presidente Michele Passarelli) che è un riferimento importante del podismo locale. Ma quella fu un´edizione disastrata organizzata da persone che con il podismo avevano poco a che fare. Dissi che se volevano cambiare registro alcune persone dovevano allontanarsi per il bene del nostro movimento e da allora siamo passati dai 300 partecipanti ai circa 2500/2600 all´anno delle ultime tre edizioni".

Cosa sognavi nel 2003 per questa maratona...ci sei arrivato?
"Direi pure che il sogno di allora, ovvero superare quota mille arrivati in maratona è stato realizzato e potrei chiudere qui, ma finchè non mi faranno passare la voglia di collaborare voglio fare concretamente qualcosa per la città perchè quello che produciamo è turismo e ricchezza per il territorio, in modalità gratuita. Oggi con Michele, Simone, Vincenzo ed altri meravigliosi collaboratori, con il supporto dei gruppi podistici (di Pisa, Livorno e Lucca), stiamo confezionando un gioiellino, sperando di non trovare ostacoli"

PisaMarathon....cosa serve per far si che diventi davvero grande?
"Oggi serve avere meno ´stop and go´. Non immaginavo che il successo creasse così tante problematiche allo status-quo ma forse è il prezzo da pagare in questo paese. Le Istituzioni ci sono vicine e quindi già metterci a disposizione la Città, la polizia municipale, etc. è una gran bella cosa ed a loro va il nostro ringraziamento. Serve una crescita culturale, ulteriore, dei cittadini, commercianti ed imprenditori. Ma del resto siamo pur sempre una maratona giovane (16 anni) rispetto a maratone che hanno 30 o 40 anni e che vivevano le stesse problematiche, ma 15 anni fa. Oggi, però, sono accettate perchè danno da mangiare a tutti. Porto sempre l´esempio di Lucca Comics and Games ai miei seminari. Fino a vari anni fa era fonte di lamentele e problematiche. Oggi riempie alberghi e ristoranti nel raggio di 40 km e credo che rappresenti il miglior esempio che deve farci portar pazienza verso i grandi eventi che stanno crescendo anno dopo anno. Così stiamo operando con il Litorale pisano, cercando di condividere insieme le prospettive della maratona.

Veniamo a New York Marathon...quali emozioni nel tagliare il traguardo per la 10a volta?
"Mi sono sentito un veterano bambino. Non è un ossimoro, ma l´emozione di farla nelle condizioni fisiche che avevo in partenza è stata grande però, per la prima volta, ho deciso di godermela con il suo carico di umanità e solo così ho colto tanti particolari, della gente, dei volontari e dei quartieri, che non avevo notato le volte precedenti. Negli ultimi 21km ho iniziato a correre aprendo le mani per indicare le dieci volte a New York. Ormai sono newyorchese a tutti gli effetti, ma che freddo stavolta".
 
Perché proprio New York  e non magari Londra o Boston in questo decennio?
"In realtà ho anche un´edizione a Boston nel 2004, quando mi qualificai con Paola (la moglie, ndr), che fu terribile per il grande caldo. All´epoca ci facevano partire, il lunedì del Patriots Day in aprile, alle 12 per evitare di soffrire il freddo. In realtà c´erano già 30 gradi alla partenza ed arrivammo disidratati ed ustionati a Boston con 34 gradi. Caimmi si ritirò al 23esimo km ed i residenti che preparavano il barbecue delle colline attorno a Boston lo portarono in una casa per refrigerarlo. Ero iscritto anche a Boston 2006 ma il tendine di achille mi saltò proprio a due giorni dalla partenza e fu una tortura andare laggiù a vederla senza poterla correre. Boston però è la vera città della maratona, del resto sono 120 anni che viene organizzata. Londra resta uno degli obiettivi prossimi".

Cosa ha in più questa gara rispetto alle altre nel mondo?
"Credo che ci sia stato il fascino della copertura mediatica negli anni 80 che ce l´ha fatta sognare un pò a tutti. A noi italiani ancor di più dopo le vittorie di Pizzolato, Poli, Fiacconi e Leone".

Come hai trascorso i giorni dell´attesa?
"Camminando decine e decine di km il giorno per fare shopping sfrenato, con gli amici arrancatori pisani ma soprattutto con Giacomo Leone (ultimo maratoneta italiano, e bianco, ad aver vinto la maratona di New York nel 1996) con il quale c´è una forte affinità e ci divertiamo un mondo in questa settimana newyorchese. A me diverte perchè non ostenta mai il suo status di vincitore ma quando qualche newyorchese sa della sua vittoria allora cambia il clima o si risolve un problema. Da Tiffany qualche giorno fa il commesso gli dice che la sua firma era importante per avere il prodotto appena comprato, poi Giacomo gli ha detto che l´autografo che metteva alla ricevuta della carta di credito per lui valeva ancor di più in quanto Winner della NYCM 1996. Gli occhi del commesso brillavano quanto uno dei tanti gioielli che erano in vetrina. Poi siamo andati, sempre io e Giacomo, la sera prima della maratona da un´altra aquila rossa dei Pisa Road Runners presente alla 57th street a fare un concerto presso lo showroom dei pianoforti Fazioli. Il pianista pisano Maurizio Baglini ci ha accolti con entusiasmo e ci ha presentati al pubblico lì presente cogliendo pure l´occasione per parlare di Pisa, della torre pendente e della nostra maratona. E´ stato bravissimo insieme alla compagna, la violoncellista Silvia Chiesa, e tutti i pisani (Istituzioni comprese) dovrebbero essere orgogliosi di avere un testimonial così importante in giro per il mondo. Ovviamente Maurizio ha poi corso la maratona il giorno dopo chiudendola molto bene in 3h38´. Eppoi tante risate con Carlo, Felice, Michele, Linda, Simone, Marco, Alessandra e Fabio, pisani presenti in questa avventura. Fino alle quasi 5 ore di attesa con quel gelo polare sotto il ponte ...".

Un ricordo della prima volta?
"Fu l´edizione del 2001, quella dopo l´attentato delle torri gemelle. Fu l´esperienza umana più incredibile che abbia mai fatto. Ricordo i nostri parenti ed amici che ci sconsigliavano di partire (metà italiani rinunciarono perdendo migliaia di euro), il rischio di nuovi attentati sul ponte da Verrazzano, l´antrace che imperava in città, l´odore nauseabondo che proveniva da Ground Zero da dove ogni giorno centinaia di tir prelevavano macerie, giornalieri funerali di poliziotti e pompieri ritrovati in ogni angolo della metropoli, i peluche ed i disegni dei bambini, le foto delle persone scomparse .... Ma fummo degli eroi per i newyorchesi poichè sfidammo tutto per ridare loro la vita. Quel giorno, come ci disse Rudolph Giuliani direttamente al palazzo dell´ONU, noi eravamo coloro che davano nuova vita a New York ed agli abitanti ancora scossi. E lungo il percorso, dove migliaia di poliziotti erano sui tetti con i fucili puntati, i cartelli erano per noi ´United we stand. Thanks, our heroes!´. Con noi a correre quella maratona padri e fratelli che correvano con i pettorali dei loro cari caduti sotto il peso delle torri. Arrivai con la bandiera americana in mano poichè quel giorno eravamo tutti americani. Curioso che proprio lunedì scorso, quando sono tornato a Ground Zero, iniziassero a lavorare i primi impiegati dentro la nuova torre (One World Trade Center). Mi sono domandato con quale spirito e con quante paure potessero affrontare questa esperienza a 540 metri d´altezza e se la paura dell´arrivo di un aereo non fosse poi così tanto remota".

La più veloce di queste 10 corse?
"Nel 2003, portai con me ben 83 persone tra maratoneti del mio gruppo di allora che presiedevo (La Galla Pisa) con accompagnatori ed amici DRS di tutta Italia. Sempre con l´agenzia Effetto di Roma (all´epoca EIS). Mi allenava Luca Speciani e stavo sperimentando nuove metodologie mentali e lavori nuovi di potenza lipidica. Con meno allenamento (lavoravo nel Valdarno tra le province di Arezzo  e Firenze) riuscivo ad ottenere risultati migliori. Potevo allenarmi solo tre giorni alla settimana e con 84 chili di peso riuscì a fare 3h19 a New York poi ritoccato un mese dopo a Firenze con 3h11 che resta il mio PB. Da lì in poi, solo problemi ai tendini, ma io so anche il perchè di certi ´errori´.

Quella che non rifaresti?"
Quella del 2012. Ci dettero la medaglia honoris causa ma è il motivo per il quale resta ancora in sospeso il mio conto personale verso la città che fece di tutto per farci arrivare lì a New York per poi annullare l´evento a due giorni di distanza. L´uragano Sandy ci fu il sabato precedente e sapevano bene qual´era la situazione ma sottostimarono la reazione degli abitanti, molti dei quali ancora senza luce a downtown Manhattan o sotto le macerie a Staten Island, e le imminenti elezioni politiche che si svolsero proprio quella domenica.... Poi, sia inteso, dal 2006 le ho corse tutte con qualche problema fisico. Sia con un tendine aperto, poi con l´achilleo da non molto operato, poi con un femore ricostruito a dieci mesi dall´incidente con gli sci fino a domenica scorsa con una gamba che mi si era bloccata due giorni prima. Si parte e si arriva in qualsiasi condizione! Stop. Una volta ricordo di averla preparata in palestra con i pesi, con dei circuit training, senza aver mai corso nei due mesi precedenti. E chi mi conosce sa che i miei lunghissimi pre-maratona vanno dai 14 ai 21 km a seconda della forma".

Cosa cambieresti nell´organizzazione della NY marathon?
"Tutto sommato l´attesa di diverse ora in partenza ha un suo fascino. Onestamente sono abituato a questo tipo di format e troverei fuori luogo pensare di dover cambiare qualcosa. Quest´anno poi, causa vento forte, è stata più essenziale del solito. La cosa che ti domandi, mentre corri, è perchè qui non ci sono solidi ai ristori (biscotti, frutta disidratata e non) mentre in Italia sono obbligatori così come perchè si vedano così tanti ristori liquidi, ad ogni miglio (quindi ogni 1,6 km) mentre da noi sono ogni 5km. L´unica cosa che per me è peggiorata è la trasformazione della corsa del sabato (Friendship Run) che rappresentava un incontro ´sano´ tra i popoli al palazzo dell´ONU tra maratoneti e loro accompagnatori, in una competitiva di 5km organizzata solo per incrementare il business dell´evento. Ecco, questa cosa ha ammazzato un pò il romanticismo del week-end".

Cosa ´ruberesti´ a New York marathon come idea organizzativa da portare (con i dovuti parametri) a Pisa?
"Tutti gli organizzatori sognano di arrivare a quel livello ma non dimentichiamoci che si parla di 10.000 volontari mentre Pisa ne conta 700, in pratica senza risorse economiche. Sicuramente ´ruberei´ le feste lungo il percorso con le band che ti caricano con Rocky, Village People, New York New York, Michael Jackson, etc. Però permettetemi di dire che il clima della Toscana, l´arrivo sotto la torre pendente, la nostra medaglia ed i nostri gruppi podistici e di volontariato di servizio (pisani, livornesi e lucchesi) valgono ben più di New York per cui mi va bene essere un pisano newyorchese, ma più pisano eh...."

Prossimi progetti extra-podismo?
"La corsa è il mio mondo. E grazie ad essa ho imparato molti valori (da quelli etici dello sport a quelli di imprenditori che operano nello sport, nel commercio e nel turismo). Mi ha dato tanto ma so di avergli dato molto di più. Compiuti i 50 anni posso permettermi di scegliere amicizie, compagni di viaggio e collaborazioni. Dal 2012 collaboro con Federalberghi Pisa che è stata una vera e propria palestra, per me, in materia di turismo. Stare al fianco di imprenditori brillanti come Paciello, Romanelli e Benedetti è stata una formativa esperienza. Da qualche giorno, oltre alla collaborazione con Brooks Italia, creo o gestisco progetti in Confesercenti Nord Toscana (Pisa, Massa e Lucca) e collaboro con AssoTurismo. Lavorare con Veronese, Sbrana e Garzella è un ulteriore ´step´ per migliorare, o affinare, le mie esperienze. Solo per rafforzare la mia penetrazione nel mondo del commercio e del turismo sportivo e non solo, oltre all´organizzazione degli eventi, marketing, relazioni esterne e problem solving. Nuove avventure per nuovi orizzonti".

RUN HAPPY...ANDREA MAGGINI!



Fonte: Cesare Monetti, Ufficio Stampa Brooks



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