11 Agosto 2020

Il 2016 inizia di Ronda

05-02-2016 21:15 - Mondo Trail, Ultra, Sky ed Extreme!
il 31/01/2016 si è tenuta a Castiglion Fiorentino la oramai tradizionale edizione della Ronda Ghibellina, un trail che si corre su 3 distanze; i 14,70km della Ronda Assassina, i 27,30km della Ronda Valligiana ed infine i 44,65km della gara principale che da il nome alla manifestazione.
Per me, iscritto sulla distanza più lunga era la prima partecipazione (oltre alla prima gara dell´anno) così come per mia moglie che ha gareggiato invece sulla distanza più corta.
A metà pomeriggio del sabato siamo giunti presso l´agriturismo che avevamo prenotato per la notte di sabato ed in cui alloggiava anche la carovana degli amici della Rossini; abbiamo disfatto le valige, siamo andati a ritirare il pettorale ed a fare un giro in paese che si è rivelato essere più carino di quanto non mi aspettassi.
Verso le 20,00 siamo andati a cena dove abbiamo incontrato il resto del gruppo che aveva quasi finito ed al quale ci siamo aggregati per consumare il nostro pasto. Devo ammettere che un poco di tensione pregara secondo me si avvertiva, ma forse in realtà stavo solo riverberando sugli altri quel po´ d´irrequietezza agonistica che in quel momento, in mezzo a tutti i partecipanti, sentivo in cuor mio. Manterrò un educato riserbo (ma intanto lo scrivo ;-P) sulla profonda sofferenza che ogni tanto affiorava negli occhi di babbo Ferrisi quando vedeva la figlia abbracciare il fidanzato; lo faccio perché ho sempre “negli occhi” sia il dolore che provava mio padre con mia sorella sia quello che assieme a lui provavo io.
Dopo il caffè siamo tornati in albergo, abbiamo salutato i Rossini e ci siamo infine concessi il meritato sonno ristoratore.
La mattina della domenica, dopo i preparativi di rito siamo arrivati presso la partenza; abbiamo fatto le sempre gradite foto di rito, la punzonatura... tutti pronti... partenza e... mi sono ritrovato imbottigliato in mezzo al Grande Raccordo Anulare durante una delle tante ore di punta... tutti in fila a passo d´uomo per non so quanto tempo... certo, rispetto al GRA non ero in auto in mezzo allo smog ma a piedi a respirare aria pulita ed invece dell´edilizia popolare romana, simbolo (uno dei tanti) del degrado dell´urbe, la mia vista era invece gratificata da un incantevole bosco... ma alla fine eravamo comunque tutti incolonnati... tra l´altro non mancava il tipico tormentatore d´anime capitolino che su tutto aveva da ridire saltellando per di più in ogni dove nel vano tentativo di guadagnar terreno (da qui il richiamo al traffico romano).
Superato pian piano il tratto congestionato la gara ha iniziato ad assumere i contorni propri della competizione agonistica e.... ed io ho iniziato a cadere... terreno spesso scivoloso, un´insana attrazione verso quelle belle discese ed alla fine ho perso il conto delle occasioni in cui son finito a terra... mentre scrivo ho tagli e lividi ovunque; in certe parti del corpo sono letteralmente “leopardato” anche se a dire il vero si tratta solo di piccolezze con la sola eccezione della caviglia sinistra (già infiammata pure se quasi completamente guarita) cui, poco prima di metà gara, mi sono causato una brutta e dolorosa distorsione (ovviamente durante una discesa) ed i cui esiti mi hanno accompagnato per il resto della corsa pure se a caldo il dolore si percepisce in misura inferiore.
Ad ogni buon conto, stringendo i denti ne più ne meno che in altre occasioni, ho portato avanti in modo dignitoso e soddisfacente la gara prestando addirittura soccorso un podista infortunato...
il poveretto era poco dietro di me quando, con la grazia e la leggiadria di un capitone d´alta montagna (senti chi parla direte giustamente voi..) si è librato in aria finendo a terrà e chiedendo immantinente soccorso a causa di crampi al polpaccio destro che la caduta gli aveva ingenerato;
subito mi son fermato, son tornato indietro, gli ho chiesto (assieme ad altri corridori frattanto sopraggiunti) se si fosse procurato altri danni e dopo aver scongiurato questa ipotesi ho iniziato le consuete operazioni di trazione per sciogliere il crampo...
il primo tentativo interlocutorio non ha sortito effetto così come il secondo più intenso, mentre al terzo, dopo aver lanciato un urlo che ha messo in fuga la fauna nel raggio di 1km il signore si è subito rialzato ripartendo di scatto, non so se per il benefico effetto del mio trattamento o per la paura di una sua reiterazione...
da li in poi ho proseguito senza episodi particolari fino a che, superata l´ultima dura salita e dopo essermi gratificato presso l´ultimo ristoro ho infine intrapreso la discesa che mi ha portato a concludere questa bella esperienza guadagnando il meritato boccale del finisher!
Come consuetudine dedico l´ultima parte di questo mio resoconto ad alcune considerazioni generali; anzitutto consiglio l´esperienza a chi ancora non l´ha provata perché il percorso è suggestivo e l´organizzazione è eccellente; tuttavia serve coscienza e prudenza perché la gara non è delle più semplici e perché visto il periodo il rischio di incontrare un clima aspro è piuttosto concreto.
A voler trovare poi il pelo nell´uovo mi vien da dire che, vista l´espansione della manifestazione, che quest´anno ha contato circa 1.000 iscritti, l´organizzazione forse può pensare di potenziarsi, almeno per poter venire un po´ più incontro alle esigenze di tutti i partecipanti che oramai non sono più soltanto “spartani montanari esperti” (e penso ad esempio ai ristori); inoltre, sempre vista la gran crescita, credo che possano aspirare ad attrarre sponsorizzazioni più consistenti e costruire ed ampliare e consolidare le sinergie con altre manifestazioni.
Concludo con 3 menzioni speciali; a Gabriele Ianett che ha corso una gran gara; alla suora che al corridore che che gli ha detto “sorella preghi per noi!” ha risposto “eh devi ma corre´!” ed alla mia amata moglie Marzia (spirito libero runcardizzato) che ha più che ottimamente superatole asperità della ronda assassina (e se pensate che sia di parte beh... secondo me non lo sono, ma potrei anche esserlo, in fin dei conti da un marito ce lo si può pure aspettare)
Un saluto a tutti e se la caviglia guarisce ci vediamo per le terre di Siena!


Fonte: Marco Fiore



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