14 Dicembre 2019
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Passatore 2015: c´ero anch´io e soffrendo ma anche godendo, sono arrivato in fondo

05-06-2015 19:07 - Eventi a cui partecipiamo
Più che una gara podistica il Passatore è un viaggio. Un viaggio fuori e dentro di te. Che ho condiviso con Enrico e con tante persone incontrate lungo il percorso.

Ma che vivi soprattutto, passo dopo passo, dentro di te, nella fatica, cercando le risorse per arrivare fino in fondo.

La distanza la rende unica, o quantomeno non comune: 100km, che messi uno dietro l´altro sono 100mila metri e chissà quanti passi. E poi c´è l´ambiente. Un angolo di Appennino stupendo, tra Toscana ed Emilia, rimasto intatto dalla cementificazione e le sue villette a schiera. Nei boschi del Passator Cortese, il brigante Stefano Pelloni, sorta di Robin Hood romagnolo, che nei primi decenni dell´Ottocento derubava ai ricchi e divideva con generosità i suoi bottini con la gente.

Passiamo alla fase operativa : primo passo realizzare il POP ( piano operativo Passatore ) pertanto nei giorni precedenti incontro con Enrico e in collegamento viva voce con Francesco redigiamo il POP.

Le info di Francesco (3 Passatori) sono estremamente utili , peccato della sua assenza sarà per il prossimo anno. Aggiungiamo anche le info di Marcellone (10 passatori) e il POP è terminato.

Appuntamento con Enrico sul treno per Firenze che passa da Pontedera alle 12:10, ecco finalmente il regionale , un bacione a mia moglie " tranquilla tornerò con la medaglia " risposta " non importa la medaglia importa che tu torni ".

Arriviamo a Firenze , piazza Strozzi la vestizione e per la prima volta in una competizione decido di lasciarmi al collo il mio compagno di vita : Tao

Via Calzaiuoli si è riempita allegramente di 2.504 partecipanti .

Entro nella gabbia e accanto a me due veri leoni di 76 e 74 anni alla loro 10 edizione del Passatore.

Finalmente lo sparo del via e dopo 2 minuti passiamo sul rilevatore, si inizia e subito siamo travolti dal tifo assordante di Piazza del Duomo.

Prima della collina di Fiesole davanti a me un signore over age : scusi non voglio essere scorte ma quanti anni ha ? compiuti 90 . Calorosa stretta di mano .

Poco dopo la collina di Fiesole, dove Firenze appare ancora più bella. Dieci chilometri x arrivare alla "Vetta Tre Croci" , al ristoro una gentile signora mi chiede "sale" " no vorrei scendere " , capisco che è il momento di integrare con zuccheri.

Ecco finalmente si scende per una quindicina di chilometri, fino a Borgo San Lorenzo, tutti i paesini e i borghi toccati dal percorso sono coinvolti e partecipano al tifo.

L´antico comune del Mugello segna l´inizio di una salita durissima che, attraverso sedici chilometri di ascesa conduce al temuto Passo della Colla, a oltre 900 metri sul livello del mare. Una salita che mette a dura prova gambe e testa, che fa rivivere le centinaia di ore di allenamento e la forza e la voglia di non mollare.

Enrico ha freddo è giusto che lui faccia la sua corsa, vai capranico vai e non girarti.

Gli ultimi km di salita sono veramente impegnativi e tutti quelli che fanno assistenza ad amici o parenti non fanno mancare il proprio tifo e il proprio supporto a tutti.

Sono al passo della Colla e capisco finalmente perchè si chiama "Colla" ............... è un vero "appiccume".

Enrico non lo vedo, giustamente deve essere ripartito tropo freddo per aspettarmi.

Cerco il mio zaino colore rosso della maratona di roma è uguale a altri 10 zaini , trovato, mi cambio bevo la porzione magica 800ml + 6% zucchero e un minuscolo cucchiaio di sale, sono pronto per ripartire ma grande errore sono senza lucina frontale , perchè ? mi sono domandato diverse volte la motivazione ma ad oggi non ho ancora trovato la giusta risposta.

Appena ho visto il cartello del 50esimo km mi sono ricordato in quell´istante di aver appena battuto il mio record di lunghezza in corsa....e me ne mancavano "solo" altri 50!!!!

La discesa al buio è stata sicuramente per me la parte più emozionante e più suggestiva di questa corsa con le lucciole a farci compagnia, la luna piena ad illuminarci la strada e la miriade (almeno per la prima parte) di lucine frontali, led ad intermittenza e catarifrangenti a creare un bellissimo gioco di luci.

Col passare delle ore di podisti e di accompagnatori ce ne sono sempre meno, il buio di conseguenza è molto più buio di prima, decido di messaggiare con casa ogni 10 km mi sento meno solo e poi tranquillizzo i miei cari che sono in ansia dal 1 km.

Gli ultimi 40 sono stati un calvario per via di un dolorosissimo durone, sotto la pianta dei piedi, grande come oliva.

Sono stanco e non riesco più a correre in salita, inizio a fare parecchi pezzi di strada camminando, ovviamente mi raffreddo molto più velocemente.

I ristori ormai sono fondamentali per bere bevande calde e provare a mangiare qualcosa.

Ecco la gara è cominciata qui. La mia personale Olimpiade della fatica. Camminavo per 500 mt e correvo per 1500, il momento più eccitante quando iniziavo a comminare il momento più doloroso quando iniziavo a correre i 1500, è un gioco che mi fa compagnia fino all´80 km.

Mancano 20 km, corro per 500 e cammino per altri 500, le batterie sono empty..ssime .

Decido di camminare e correre nell´erba sul ciglio della strada, per alleggerire il dolore di ogni appoggio del piede sinistro, ma accidentalmente entro in una buca e cado, nessun danno alla caviglia ma devo stare piu attento.

Sono al 90esimo mancano 10 chilometri, finalmente la soddisfazione di poter contare i chilometri rimanenti facendo un countdown immaginario.

Le luci dell´alba , Il traguardo è lì a un passo, e con esso un mondo di emozioni impossibili da raccontare.

Entro in Faenza e mancano 5 km vado sempre a rilento camminando, sento il profumo dell´arrivo, passano tutti i dolori e così gli ultimi 2 km corro a 5:10 direi non corro ma "gazzello".

Piove sul mio mento, sono le lacrime continue dell´ultimo kilometro vedo il traguardo è il momento di ringraziare prendo il mio Tao e con le braccia verso il cielo ringrazio chi mi ha dato la forza di mettere il piede sul 100esimo kilometro.

Il Passatore è "Olimpiade della follia" che ho concluso. Sono felice di esserci riuscito.........soffrendo ma anche godendo.....


Fonte: Marco Mancini



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