"Il Vega" Non è il carico che ti spezza, è il modo in cui lo porti. Il racconto di Federica.
01-03-2026 09:58 - Gran Premio del Monte Serra - Ragazzi del Vega 10
”Non bisogna lasciare che la fatica entri nel cuore. Può darsi che la fatica controlli il tuo corpo, ma fai del tuo cuore una cosa tua.”
XX Gran Premio del Monte Serra Ragazzi del Vega 10
Il Vega è un assaggio di primavera. È un primo pomeriggio di ritorni che scaldano il cuore. È nell’aria tiepida che carezza, nel sole luminoso che alimenta l’entusiasmo dilagante. È partire con una lieve pendenza e continuare a salire, salire, quando meno quando di piú, fino a prendere un po’ di respiro in un tratto che dà l’illusione di essere pari e spalanca lo sguardo sulla pianura avvolta da una leggera foschia da cui si intravede lo scintillio del mare e i contorni scuri di isole solitarie. E tornare a salire, salire.
Il Vega è partire con un ritmo agile e con i battiti al galoppo. È avvertire presto la fatica e il volto in fiamme. È tornare ad affrontare la salita nell’unico modo in cui riesco: testa bassa, passi piccoli e brevi sguardi avanti. È ascoltare i rimbalzi furiosi nel petto e ciò che mi circonda. La musica di qualcuno. Le parole smorzate di altri. Le grida di pochi. È nella metà e più in cui ci si sente vicini. Nella tenerezza che è forza. Nella generosità dei gesti.
Il Vega è nella mia maniera sbagliata di maneggiare la fatica che diventa un peso che smorza il piacere di correre. Nel pensiero di provare a fare meglio, un’ossessione che non dà tregua. È nei dubbi che affiorano tornante dopo tornante. In chi corre avvolta nel tricolore. In chi lascia una scia di brillantini. È correre nel ricordo di chi lassù ha perso la vita. È nello scintillio dorato che sventola sulla cima, quando la fatica si trasforma in sorrisi sui volti stanchi e in commozione nei nostri cuori gonfi.
”Non è il carico che ti spezza, è il modo in cui lo porti.”
Federica Politi
G.S. Antraccoli
ndr: grazie per questa meravigliosa testimonianza Federica. Ci hai emozionato. Appuntamento fra 12 mesi.
Fonte: Federica Politi (G.S. Antraccoli)
XX Gran Premio del Monte Serra Ragazzi del Vega 10
Il Vega è un assaggio di primavera. È un primo pomeriggio di ritorni che scaldano il cuore. È nell’aria tiepida che carezza, nel sole luminoso che alimenta l’entusiasmo dilagante. È partire con una lieve pendenza e continuare a salire, salire, quando meno quando di piú, fino a prendere un po’ di respiro in un tratto che dà l’illusione di essere pari e spalanca lo sguardo sulla pianura avvolta da una leggera foschia da cui si intravede lo scintillio del mare e i contorni scuri di isole solitarie. E tornare a salire, salire.
Il Vega è partire con un ritmo agile e con i battiti al galoppo. È avvertire presto la fatica e il volto in fiamme. È tornare ad affrontare la salita nell’unico modo in cui riesco: testa bassa, passi piccoli e brevi sguardi avanti. È ascoltare i rimbalzi furiosi nel petto e ciò che mi circonda. La musica di qualcuno. Le parole smorzate di altri. Le grida di pochi. È nella metà e più in cui ci si sente vicini. Nella tenerezza che è forza. Nella generosità dei gesti.
Il Vega è nella mia maniera sbagliata di maneggiare la fatica che diventa un peso che smorza il piacere di correre. Nel pensiero di provare a fare meglio, un’ossessione che non dà tregua. È nei dubbi che affiorano tornante dopo tornante. In chi corre avvolta nel tricolore. In chi lascia una scia di brillantini. È correre nel ricordo di chi lassù ha perso la vita. È nello scintillio dorato che sventola sulla cima, quando la fatica si trasforma in sorrisi sui volti stanchi e in commozione nei nostri cuori gonfi.
”Non è il carico che ti spezza, è il modo in cui lo porti.”
Federica Politi
G.S. Antraccoli
ndr: grazie per questa meravigliosa testimonianza Federica. Ci hai emozionato. Appuntamento fra 12 mesi.
Fonte: Federica Politi (G.S. Antraccoli)

