13 Luglio 2020

Cascina: la marcia del risotto.

09-03-2014 19:28 - Report su marce ludiche e vari commenti
Aquile alla partenza da Cascina
Ormai lo sanno anche i muri: questa è la marcia che mi ha svezzato a fine febbraio 2000.
Venni qui con Paolone Rossi che mi ci portò con la forza salvo poi voler fare solo 6 km con i suoi muscoloni palestrati da Fiorenzo il Meucci.
"Ma come?" dissi io, "siamo venuti fin qui, ci siamo svegliati all´alba, e solo per 6km?".
E difatti facemmo la 12 km, ma trascorsi anche il pomeriggio con dolori inenarrabili alle gambe (dice che siano dolori di crescita...).
E la settimana dopo fu peggio: eravamo a Vorno dove, vista la prima salita, volevo già chiudere la mia esperienza podistica lì e quante cose (tra gruppi, circuiti ed eventi) non esisterebbero se avessi fermato lì l´orologio podistico magginiano.

Ma restai affascinato da quel mondo di vecchietti, io appena 35enne, che a migliaia si riversavano belli pimpanti come caprette sui monti mentre io sognavo l´impossibile meta della prima maratona da ancora calciatore bradipo ...
Ma galeotto fu il risotto.
Ebbene si. Gli Organizzatori della Verru´a mi rapirono definitivamente con il loro risotto.
Non pensavo che si potesse mai chiudere uno sforzo fisico esaltando il palato, ma loro furono bravi a farmi garbare questo movimento ....

Avrei dovuto, poi, festeggiare il decimo anniversario nel febbraio 2010 e simbolicamente mi presentai a Cascina ma con le stampelle (il giorno della befana 2010 pensai bene di sbriciolare il femore e l´anca in Val d´Aosta ma mi presentai ugualmente allo stadio di Cascina che mi reggevo con lo sputo ...).

Ma oggi (2014) sono tornato qui per fare il podista.
Diciamo per correrla in modalità podistica, anche se dopo l´ennesimo infortunio che ormai mi perseguita dal 2004 ad oggi, senza mai avere pace ...

Fino al 2013 la partenza e l´arrivo erano presso il nuovo stadio di Cascina ma da quest´anno, oltre allo spostamento di un paio di settimane (a marzo), assistiamo anche a quello logistico in Corso Matteotti dove si concentrano tutte le partenze podistiche. Cambia poco per noi, anzi, forse parcheggiamo meglio un po´ tutti.

Siamo in 17 aquile mentre altre volano già sui monti pisani per l´edizione zero del Trail che il gigante Francesco Bellinvia ha organizzato con i suo pards (Giulio Fascetti in testa ma anche Lorenza Pratali che lo sopporta, o supporta?). Bello vedere le facce soddisfatte dei compagni di squadra dopo quella esperienza che con un moto d´invidia confido, prima o poi, di fare, fisico permettendo.

Semi infreddoliti, o semi accaldati, si inizia ad assistere al cambio di pelle (o di piume se in tema di aquile) e quindi stiamo mixando il mistico gilet nerazzurro con le canottiere rosse che iniziano a fare capolino.

Mentre gli altri si inerpicano sui percorsi medio-lunghi, io parto con l´ardire di fare solo 6 km e con me ci sono gli amici delle Sbarre come la Beatrice, ir Cocciolo e la sua disgraziatissima moglie Paola che a metà Corso Matteotti ti esce con una delle più belle battute di sempre: "Quanto manca al ristoro?". In pratica neppure parto che sono già piegato in due, a libro, dalle risate.
Poi prendiamo l´argine dell´Arno ed all´altezza del ponte per Lugnano una mefitica fitta sotto il piede che non ti aspetti ... ma andiamo avanti.
Saluto il Paolo Rossi della Verru´a e ´zeba!´, secondo dolore sotto il piede, come un pinzo ... ma vado avanti.
Alla deviazione tra la 6 e la 10km ennesimo dolore e stavolta mi fermo, mi levo la scarpa e ti vedo un bel chiodo che aveva sfondato, nell´ordine: suola della scarpa, plantare bello spesso, il calzino giallo fluo ed il piede che iniziava a sanguinare ... Avevo forato la ruota!

A quel punto mi indirizzo mestamente e ciondolante per la 6 che il Tiralongo, presidente della Pod. Ospedalieri, mi aizza ad andare sulla 10km. Incomincia a chiamarmi ´mezzasega´, a ferire l´orgoglio del montone già ferito (in tutti i sensi) che non so per quale arcano motivo, decido di salire piano sul percorso della 10km, infinocchiato più da un presidente piazzista, salvo rallentare e fermarmi ponzando che neppure alla visita medico agonistica ... Raccattiamo anche il presidente del Marathon club (tutti presidenti qui?) Francesco Santucci e con lui cerco di adattarmi alla modalità camminatrice sperando che il Tiralongo decida di caarci qui. Niente da fare. Ha deciso di fare l´elastico e di ammazzarmi. Mi recupera e mi dice ´all´arrivo mi ringrazierai´.
Si, ma intanto mi tocca salire e ricordargli che quel percorso fu anche la prima tappa del primo Criterium che organizzò lui nel marzo del 2004 e dove ci fu un tappeto di sterco lassù in cima con il podista fiorentino Alesandro Vignozzi, architetto, vi ci squazzava per bene tutto bello scalzo ...
Tutto d´un tratto mi trovo finalmente al ristoro organizzato dentro la Caparol a Lugnano (o la Noce?), boh e Gabriele (non l´arcangelo ma il Tiralongo) mi porta via verso il ponte per Cascina.
Lì inizio a vedere angeli, arcangeli e madonne varie che ormai arrivati quasi al corso Matteotti e superata l´ora di attività sportiva, per me il record dell´anno, scatto sui tavoli, dopo aver salutato il Molinaro (oggi a dare i pacchi gari) per il vero premio finale: il risotto caldo caldo della Verru´a.
Anzi, due (!!!) piatti di risotto caldi caldi.
E se Paola e la Raffaella non fossero arrivate così presto ne sarebbe entrato in pancia un terzo se non un quarto.

Recuperiamo la macchina e ci indirizziamo verso Pisa ma aveva ragione il Tiralongo: lo devo ringraziare per questa splendida mattinata!



Fonte: Andrea Maggini



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