05 Agosto 2020

Iron Tour Elba (day 4 Marina di Campo): il mio primo triathlon

08-06-2014 19:13 - Triathlon, Bike, Duathlon, Aquathlon, Nuoto per Tri, etc
Paola all´arrivo
07 giugno 2014. 4° tappa dell´Elba Iron Tour. Beppe e Graziano, i nostri triathlon coaches, hanno scelto questa occasione per il nostro esordio in una gara di Triathlon. Si tratta di un triathlon sprint, la distanza più corta della specialità: 750m di nuoto, 20km di bici e 5km di corsa. Grazie a Giovanni carichiamo bici e borse sul suo furgone e partiamo tutti insieme, cosa che rende il tutto ancora più piacevole e divertente. Siamo in 6 all´esordio: io, Isabella, Mauro, Massimo, Giovanni e Raffaele. Beppe e Graziano, triathleti esperti, ci danno gli ultimi consigli prima della gara. Arriviamo a Marina di Campo all´ora prevista. Lì ci uniamo a Marcello e Viviana (al suo secondo appuntamento in tre giorni) ritiriamo i pettorali, attacchiamo il numero su bici e casco, e indossiamo il nuovo body Pisa Road Runners con la cerniera rigorosamente dietro. La chiusura della cerniera non è così semplice e penso che anche la muta ha la cerniera dietro. Ma perché la cerniera deve stare dietro? Non sarebbe più semplice averla davanti? Poco dopo andiamo a sistemare le nostre cose nella zona cambio. Io non so bene come sistemare le mie cose. Ho guardato e riguardato video su youtube sulla transition area ma ora mi rendo conto che la mia attenzione era sempre focalizzata su come mettere le scarpe, togliere la muta, ecc. ma quasi mai su come disporre le cose. Non ricordo praticamente niente. Mi guardo intorno e faccio quello che fanno gli altri: casco e occhiali sulla bici, pettorale sul manubrio, scarpe + calzini a fianco della bici. Dopodiché ci spalmiamo di crema solare e vaselina per mettere e togliere meglio la muta. Prima di indossare la muta ci facciamo una bella foto di gruppo e poi via in mare per un breve riscaldamento. L´acqua è limpida e per niente fredda.
Guardiamo le boe intorno a cui dobbiamo girare e Graziano ci dà gli ultimi consigli prima della partenza.
Alle 11:45 partono gli uomini, il mare è calmo e sono tranquilla. Dopo alcuni minuti partono le donne.
Siamo una ventina e possiamo nuotare senza darci fastidio. Io trovo subito il ritmo giusto per me e nuoto con tranquillità. Vedo bene il gruppetto di testa davanti a me e anche la 1° boa in lontananza. Dobbiamo percorrere una traiettoria a triangolo e mantenerci le boe sulla destra. Perfetto: io respiro sempre a destra e non posso sbagliare! Giro intorno alla 1° boa con soddisfazione e procedo per la seconda. Qui l´acqua è più profonda ma molto limpida, vedo le onde disegnate sulla sabbia sul fondo e penso di avere un riferimento in più per mantenere la giusta traiettoria. Sto bene e sono felice ma, nel momento in cui mi avvicino alla 2° boa mi rendo conto di essere completamente sola. Momento di panico: forse sono così lenta che tra poco quelli dell´organizzazione verranno a chiedermi se voglio ritirarmi... Giro correttamente intorno alla 2° boa e penso che a questo punto è fatta! Nessuno mi può né squalificare né fermare. Punto verso la spiaggia e a quel punto si avvicina un tipo dell´organizzazione in canoa che mi urla "Guarda la boa! La vedi la boa dell´arrivo? Devi andare là!". Ringrazio, correggo la traiettoria e procedo. L´uscita dall´acqua è faticosa. C´è un lungo tratto in cui l´acqua è troppo bassa per nuotare e procedo camminando con passo pesante. Intanto Beppe, che ci segue dalla spiaggia, mi vede e mi incita. Mentre esco penso che devo iniziare a togliermi la muta e cerco di aprirmi la cerniera dietro. Nel frattempo penso anche alle cose che devo fare in zona cambio così mi confondo e invece di aprire la cerniera tiro il laccio per chiuderla!!! Così esco dall´acqua tirando il laccio come se mi volessi impiccare!!! Nel frattempo Beppe ride a crepapelle!
Riesco infine ad aprire la cerniera e inizio a sfilarmi la muta. Vedo in lontananza Raffaele in zona cambio e mi chiedo cosa stia facendo seduto in terra accanto alla bici, poi guardo meglio e vedo che sta lottando furiosamente con la muta che pare esserglisi incollata addosso! Gli passo davanti attonita e lui mi incita.
In zona cambio mi pare di essere velocissima: la muta viene via subito ed eseguo le altre operazioni correttamente e senza intoppi ma nel momento in cui sto per salire in bici lo speaker di fronte a me mi guarda e mi richiama alla realtà dicendo al microfono: "Con calma eh! Ci prendiamo anche un aperitivo?". Sorrido e salgo in bici da ferma. A questo punto lo speaker penserà che sono un caso senza speranza... In bici sento l´aria fresca, sono contenta e procedo felice. Il percorso è segnalato molto bene ed è quasi impossibile sbagliare. Riesco comunque a sbagliare in un punto in cui un addetto mi indica di fare un´inversione a U. In realtà le inversioni a U mi mettono in difficoltà e per questo vado pochi metri più avanti e giro in un punto più largo. Inizia la salita e mi sento bene, procedo con prudenza ma vedo che i tornanti non sono poi così ripidi e accelero un po´. La salita non è troppo faticosa, respiro i profumi della vegetazione e mi preparo a salite più impegnative. Improvvisamente mi accorgo che la salita è già finita. Come? Così presto? La discesa non è ripida ma io sono sempre timorosa e freno spesso. Mi raggiungono Raffaele e Viviana. Raffaele mi passa a velocità supersonica incitandomi, con Viviana arriviamo insieme alla zona cambio da cui lei riparte come un fulmine e dove invece io rimango a lottare con le scarpe da corsa che non vogliono entrare. Finalmente inizio a correre e mi pare di essere un burattino col fondello del body che dà la sensazione di un pannolone tra le gambe. Mi sembra di non riuscire a comandare bene le gambe: è come se qualcun altro le muovesse per me. I km sono solo 5 ma dopo il primo km mi sento terribilmente affaticata e con le gambe pesanti. Fortunatamente il tratto di corsa è un avanti e indietro lungomare da ripetersi 2 volte. Il clima è buono, caldo ma ventilato. Mi distraggo a guardare gli altri e quando ci incrociamo ci incitiamo a vicenda. Bello incitarsi tra compagni di squadra e anche ricevere incoraggiamenti dagli altri. Mi incita anche il forte ed espertissimo Vittorio Carnicelli. Piano piano le gambe si sciolgono, il dolore al tallone sx che mi affligge da qualche tempo scompare quasi del tutto e inizio a stare bene. Sono già al traguardo! Sono felice, contenta, stracontenta! Scambio qualche commento con i compagni di squadra e poco dopo ci facciamo una foto tutti insieme sotto la bandiera del gruppo.

Fonte: Paola Grassini



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