12 Agosto 2020

La mia New York, tra Ponte a Cappiano e Lucca Games.

04-11-2013 12:00 - Report su marce ludiche e vari commenti
Una giornata, per me, un po´ ´particolare´ questa.
Per la prima volta vengo a correre a Ponte a Cappiano, siamo in provincia di Firenze, al confine con la nostra provincia e sai che ti dovrai sciroppare il bellissimo quanto vasto parco delle Cerbaie. Ma non è questo il punto.
Bellissimo il ponte mediceo, la bellezza del percorso, la via Francigena, la bravura organizzativa (non ho mai visto così tanti cartelli segnaletici ben fatti e distribuiti sia per raggiungere il ritrovo che lungo l´intero percorso, veramente eccellenti). Ma non è questo il punto.
Ottimi i servizi, il ristoro finale a base di zuppa, il pacco gara ed il premio al team, la gentilezza degli addetti, la compagnia di corsa, dal Guerini al Taliani fino a due podiste di Caorle che erano in Toscana per correre l´Eroica running ma la notte in Versilia le aveva ridotte uno straccio riversandosi qui, divertendosi, prima di ripartire in auto per oltre 400 km. Ma neppure questo è il punto.

Il punto è che questa domenica la serbavo a correre la maratona di New York che mi ha visto presente per ben 9 edizioni (quella storica e drammatica del 2001, quella della megagita del team La Galla e DRS nel 2003 con ben 83 persone e come accompagnatore dell´agenzia dal 2006 al 2012, l´anno dell´uragano Sandy e del tranello ...).
La caduta di stimoli (in pratica non corro più una maratona dal 2011, complice poi anche la cancellazione di Livorno 7 giorni dopo quando avrei dovuto fare 30 km), la paura di deludere nuovamente amici che accompagnavo e dei quali non ho ancora metabolizzato la loro delusione per una maratona mai partita nonostante le attese ´emozionali´, la riduzione drastica del budget dell´agenzia che vedeva la metà dei partecipanti (gli italiani alla partenza non erano più i 3.700 come nel 2011 ma ´solo´ 1800 che comunque rappresentano una delle prime 6/7 maratone con più italiani al via, da Roma, Firenze in poi) e soprattutto l´idea, errata (eppure dovrei conoscere l´abilità di questa gente di girare pagina costruendo subito sul luogo della distruzione) di vedere New York ´grigiamente´ mi ha portato ad abbandonare ogni velleità e neppure partire seriamente con la preparazione. Insomma: questo doveva essere l´anno newyorchese sabbatico.

Scoprirò nei giorni successivi, dal commovente resoconto dell´amico Michele, che finalmente si è girato pagina e che tutto è tornato come prima per cui posso già preparare le valige per il 2014 dove la notte di Halloween ci vedrà iper-protagonisti!

Ma torniamo a Ponte a Cappiano. Sarà la trance della mattinata o la battuta del Giglioli (´ma non dovevi essere a New York?´) che appena partiti dal ponte da Verrazzano, ops, dal ponte Mediceo, si sale subito con una pettata. E come ormai mi capita da circa 10 anni, appena partito, sulla sommità del Ponte ci scappa la pisciatina ed il saluto agli altri partecipanti. Già, ma questa subitanea pisciatina non è propriamente rivolta verso Manhattan o verso l´Oceano Atlantico ma verso un´altra villa medicea. Scendo subito verso Brooklyn, ops, verso le Cerbaie e qui iniziano i consueti saliscendi.
Strano, ma al posto della gente chiassosa, qua è pieno di alberi ed animali tra i quali tre caprette che pensano di divertirsi alternando il gioco della pecorina e solo qui ho finalmente capito l´origine del termine ´incaprettarsi´. Ad un ristoro, finalmente con un po´ di solidi (a New York trovi solo da bere, al limite qualche bambino ti allunga una banana, un po´ di caramelle, qualche salvietta per asciugarti il sudore e solo al trentesimo km ti allungano un gel che ti impasta per bene la gola), trovo il Taliani del Marathon club con il quale rientro anche con la testa in Toscana. Fino alla fine della mia 13 km con le venete che mi parlano di sci di fondo (proprio a me che ne porto le tracce dentro lo spirito e le ossa?) e, purtroppo, della maratona di New York e del loro desiderio a parteciparvi. Incontro anche Valter della Pod. Rossini con tanto di cane al seguito (o era lui a seguirlo?). Uno degli amici portati a New York nel 2012 e con il quale mi sento umanamente ed emotivamente in debito. Ma ha un carattere eccezionale e con il sorriso sulle labbra mi fa una battuta da umorista amaranto ricordandomi solo che alle prime edizioni della maratona di New York ero solo un filino più smilzo, forse di quasi 20 chili ... Mi rincuora il suo spirito e, forse, mi sento ancora troppo in colpa per un uragano che non ho generato io. L´arrivo è fatto ad U, in proporzione come l´arrivo di New York. Prima entri in Central Park, esci e vi rientri. Qui uguale: sei in linea d´aria vicino all´arrivo, vai verso lo stradone, rientri ed arrivi da dove sei passato pochi minuti prima.

Chiudo il racconto evidenziando solo che ho esorcizzato il pomeriggio della partenza della vera maratona di NY (alle 15, ora italiana), con i bimbi a Lucca per i Comics&Games ma con l´Ipad dietro per vedere come stava andando Michele. Il segnale non c´era, penso per la troppa gente, e quando mi è arrivato prima di cena ormai stava arrivando mentre Meucci aveva brillantemente chiuso in 2h12´, primo atleta bianco all´arrivo, guarda caso un pisano è stato il primo bianco ad arrivare!!
Ma per questa impresa non sarà mai celebrato a sufficienza perché non si è ancora capito nulla di sport ´vero´ e cultura sportiva!
Al prossimo anno, spero non più alla bella corsa di Ponte a Cappiano.

ps: la sera ho ricevuto da due amici labronici l´invito a riorganizzare la gita per il 2014. Con essi condivido la bellezza di 26 maratone di NY. Questo è lo spirito ... Vi aspettiamo!

Fonte: Andrea Maggini



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