29 Settembre 2020
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Lucca Half Marathon: alla ricerca del nome da dare a questa emozione

08-05-2015 20:13 - Eventi a cui partecipiamo
Non riesco a dare un nome a quello che provo e così, nel dubbio, lo lascio innominato e mi lascio con la voglia di rincontrarlo, riviverlo e conoscerlo sempre meglio. E´ così che succede no!?

21km mi da la sua mano, sento le sue ultime gocce di energia che mi travolgono chiudo gli occhi, stacco il filo testa-corpo e sento il biip, del chip, che segna il traguardo.

18-20km i miei compagni di viaggio mi urlano di "tirare" ora, che ci siamo e io dentro di me penso che son di fòri che mancano ancora 3 km alla fine e che se faccio un passo in più le gambe mi si staccano dalle anche, che tra l´altro non so neanche se è anatomicamente corretto, dentro di me penso ad ogni strategia possibile per convincerli che un n´ho più ma chissà come non mi fermo e convinco anche un ragazzo dell´ultimo ristoro a lanciarmi un bicchier d´acqua in faccia, per riprendermi.

13-18km oooooh ora sì, ho ripreso coscienza del mio corpo e penso a tutti quegli allenamenti che ho fatto da sola a Torino, lungo il Po, quando per convincermi a macinare chilometri pensavo al momento in cui avrei tagliato il traguardo e un po´ ci credevo un po´ no...corro e chiacchiero, sorrido ai fotografi e ogni tanto passa qualcuno con cui scambiare qualche battuta, la maggior parte delle persone conosce e saluta babbo e dopo indicandomi mi urla qualche bella parola di forza e complicità.

8-13km CRISI CRISI mi sento rossa paonazza e voilà. Lo sapevo che son andata troppo forte all´inizio, ora mi fermo, certo che peccato, che delusione...guardo Viktorija, guardo babbo, Michela che ci stacca, Paola e Marianna...ma loro stanno bene!?
E poi ci supera il Maggini che resterà un passo avanti, facciamo due o tre, ma che sarà il punto di riferimento per tutta la gara. Viky ci prova in tutti i modi a distrarmi dai dolori e dalla fatica, si fa anche attaccare un palloncino a forma di cuore intorno al collo, è il mio cuore di scorta quello, dice, e io ci credo!

2-8km fiumi di gente, carovane di colori e...pot pourri di odori. Ho già perso la mia Nutellina, ho trovato però babbo Simone che si lega a me e viaaaa si parte sul serio.

1km "Miche c´ho i battiti già a 130".

Queste sono le brevi ma significative istantanee di quello che è stato un viaggio lungo 2 ore e 07 minuti, i secondi li ho scordati così come la fatica e la voglia di fermarmi che ho provato e che ho odiato.
Dopo circa una settimana dall´arrivo quello che resta, oltre a un´unghia persa, è il sapore e la sensazione di vittoria. Anche se sembra banale ho vinto una grande sfida, ho forse battuto la mia avversaria più più avversaria...me stessa.
Iniziare a correre ha cambiato molti aspetti di me, sia fisici ma anche e soprattutto MENTALI. Mi ha fatto conoscere sfumature (di grigio dell´asfalto) a cui non avevo mai prestato attenzione. Mi ha fatto anche conoscere un sacco di gente, bella gente che si è fatta sentire e si fa sentire ogni giorno e soprattutto quel giorno, riempiendosi i polmoni d´aria anche per me.

Alice e il suo pippone introspettivo, Alice che è riuscita anche a far emozionare l´uomo del monte.



Fonte: Alice Ferrisi



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