12 Dicembre 2019
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Pesticciata egiziana.

11-06-2014 12:35 - Report su marce ludiche e vari commenti
La Pesticciata è una di quelle marce da fare assolutamente. Ma bisogna fare i percorsi più lunghi per godersi il meglio: i costumi dei figuranti ma soprattutto la fantomatica pizza fatta al momento.


Già l´anno scorso mi ero dovuta accontentare di una dozzina di km, perdendomi buona parte del divertimento e anche quest´anno la lunga da 35km era impensabile, visto che negli ultimi 2 mesi non ho mai corso per più di un´oretta. Opto per la 25, che poi si rivela una 23. La scelta dei percorsi è davvero vasta, da 1 a 35km. Forse troppo, credo infatti di essere stata una dei pochi a scegliere la 23.


Ma andiamo con ordine: parto con 2 Aquiloni, di ritorno da Cortina e quindi ancora provati. Non solo nelle gambe.... E non possiamo sorvolare sull´articolo appena pubblicato da Dino con le sue disavventure. Si parte ridendo come matti e Dino rischia lo svenimento al sentire "culone fumante" : il racconto tragicomico di una persona di cui manterremo pietosamente l´anonimato, in cui un maratoneta-Babbo Natale, con tanto di palloncini da pacer, in preda a naturali ed impellenti necessità, ha espletato i suoi fisiologici bisogni poco nascosto in un vialetto, davanti ad un atterrito bambino, che ancora oggi risulta essere in analisi. Se già eravamo partiti piano, a quel punto eravamo fermi e sghignazzanti, tenendoci la pancia per le risate (fortunatamente, solo per quelle, visto il tema).


I primi km passano tranquilli, mi preoccupo solo davanti ad un cartello "oggi pomeriggio battuta di caccia al cinghiale", viste le mie recenti esperienze spaventose con un cinghialino. Ci addentriamo nel bosco e Dino mi rassicura sul fatto che siamo fuori periodo di caccia. Non so se mi fa più paura un cinghiale spaventato o un cacciatore dal grilletto facile, nel dubbio, evito di grufolare.
È bello trovare lungo il percorso alcuni cartelli che ci descrivono le zone che stiamo per attraversare - accanto a quelli, numerosissimi, di "terreno accidentato". Che ti viene voglia di tornare indietro e scriverci sopra MA VA??!! Più che accidentato, si attraversano dei veri e propri canyon, ma da dentro, con le radici degli alberi che sembrano così instabili ad un paio di metri dalla testa. E mentre fatichi per la salita e per il caldo, ti ritrovi mentalmente a calcolare quanto possa pesare la massa di terra che ti sovrasta pericolosamente friabile e quale sia la massa di terra che una persona possa sopportare senza morire. Ma a parte ciò il paesaggio è stupendo. In 23km si alternano zone molto diverse fra loro: il bosco umido, il bosco argilloso, sentieri sabbiosi, corridoi di profumatissimi fiori gialli e passaggi vicino a sospette sabbie mobili. Sui 23 km siamo davvero in pochi, nel tratto della deviazione incontro solo 2 persone e passo il resto del tempo ad interrogarmi se mi sono persa e se i cinghiali sono nascosti ad aspettarmi. Il bosco fitto crea un´atmosfera surreale, ma soprattutto ripara da un calore che si fa via via più asfissiante. Attraverso tutta sola prima il bosco dei cinghiali, poi quello dei tartufi (che poi, chi lo dice ai cinghiali e ai tartufi dove devono stare? E poi non sarebbero buoni insieme? Questi pensieri mi fanno compagnia per un tratto).
Si esce dal bosco per andare verso il ristoro famigerato di questa bellissima marcia. Se nei punti precedenti abiti egizi e sarcofagi per foto ci avevano divertiti, qui si supera ogni aspettativa: villa del 1600, doccia fresca, pizza fatta al momento, birra ghiacciata e figuranti con costumi meravigliosi, c´è Cleopatra, una regina dorata, il serpente... Obbligatorio fermarsi a fare un sacco di foto! Mancherebbe solo il servizio navetta per fermarsi un´oretta a divertirsi e poi arrivare comodi comodi all´arrivo. Al ristoro seguente, altra doccia e due gentilissime signore, quando siamo ormai convinti che il peggio sia passato, ci obbligano a rinfrescarci per bene prima di affrontare l´ultima, estenuante salita: 2 km ripidissimi, terra polverosa sotto, sole cocente sopra. Verso la fine, scampare all´insolazione è un miracolo.
È proprio la corsa ideale per una ripresa: in definitiva i km non sono pochi, ma si fanno con calma, assaporando i paesaggi e riempiendosi dei profumi della natura, ma soprattutto divertendosi nell´antico Egitto!




Fonte: Cristiana Cettuzzi



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